Mancano solo cinque giorni al "Big Bang", cioé alla pubblicazione del libro. Non riesco a immaginare quale sarà la reazione a questa folle idea di scrivere il seguito del Diario più famoso della storia...........
Ma non ho velleità né programmi, in proposito. Per il momento mi accontento di fare un bel regalo ad Anne Frank, nel giorno del suo ottantaseiesimo compleanno. Non credete che ne sarà contenta?
E’ l’ideale prosecuzione, anzi, l’effettiva continuazione del “Diario di Anne Frank”: ho ipotizzato, infatti, che quest’ultima possa aver tenuto un diario anche durante gli ultimi sette mesi della sua vita, passata tra un campo di concentramento e un altro.
domenica 7 giugno 2015
giovedì 4 giugno 2015
LE PAGINE BIANCHE DI ANNE FRANK DI DARIO PEZZELLA
A chi vorrà seguirmi, racconterò come è nata questa idea del libro. Il fatto è che non avrei mai immaginato di scrivere un libro, MAI! E poi tante sono state le coincidenze nel corso della stesura del mio manoscritto, alcune da lasciare senza fiato. Perciò, dopo la pubblicazione, sarò qui a raccontare.....................
Un saluto a tutti!
Un saluto a tutti!
LE PAGINE BIANCHE DI ANNE FRANK DI DARIO PEZZELLA
Così, alla fine ci siamo: il prossimo dodici giugno 2015 il libro sarà nella vetrina del sito "www.ilmiolibro.it" e sarà ordinabile anche presso tutte le librerie Feltrinelli. E' stato un lavoro duro per me, soprattutto perché ho dovuto fare tutto artigianalmente, e da solo, per cercare di rendere l'idea. Spiegazione della copertina: lo sfondo non è altro che la copertina dell'originale Diario di Anne, regalo del padre per i suoi tredici anni. Un'agendina con il lucchetto a quadretti bianchi e rossi; è la stessa riportata nel centro, solo che è aperta e con le pagine bianche. In origine la rosa doveva essere bianca, perché rappresentasse la purezza. Poi ho pensato di inserire quella multicolore affinché rendesse meglio l'idea del racconto "La rosa delle meraviglie", che la stessa protagonista scrive nel corso della sua prigionia a Bergen Belsen.. E' una storia che parla di speranza, di fede, di amore e di perdono. Le foto nella quarta di copertina sono state da me scattate nel corso di un soggiorno ad Amsterdam: la scuola di Anne, da vicino, lascia senza parole: quelle scritte sul muro che riprendono fedelmente la sua grafia e i suoi pensieri colpiscono davvero diritto al cuore; un'esperienza da provare! Così come il luogo dove Anne viveva, con i suoi bei giardini, è assolutamente da visitare. Io ci sono arrivato a piedi, per gustarmi in silenzio i luoghi di infanzia della nostra amica. Che dire? I proventi di questa edizione del libro saranno devoluti all'Associazione "Un ponte per Anne Frank" di Livorno e all'Associazione Anna Frank di Arcole (VR), con cui sono in stretto contatto. E' un regalo per Anne, in occasione del suo ottantaseiesimo compleanno.......proprio come fu per il suo primo Diario! Spero che faccia il giro del mondo...........aiutatemi a diffonderlo! Anne ne sarebbe felice!
sabato 25 aprile 2015
LE PAGINE BIANCHE DI ANNE FRANK DI DARIO PEZZELLA
Ecco la sinossi del mio libro:
< Il martirio dei campi di
concentramento vissuti con gli occhi dell’ormai sedicenne Anne Frank, a quel tempo ancora sconosciuta al mondo, che cerca a
tutti i costi di sfuggire alla morte solo con la forza della propria immaginazione.
E’ lei stessa a raccontare di quel terribile quattro agosto 1944, quando fu
arrestata e condotta, insieme al resto della famiglia, nella casa penitenziaria
di Amsterdam e, successivamente, in quel di Westerbork, dove continua
ostinatamente a scrivere il suo diario, anche se su della semplice carta da imballaggio. Seguono
i trasferimenti ad Auschwitz e poi a
Bergen-Belsen, che sono state le sue
ultime dimore terrene: qui prosegue ad annotare, pur se solo con i pensieri
rivolti alla sua amica Kitty, tutto ciò che la circonda; riferisce con amara
ironia delle sofferenze patite, i suoi ricordi più preziosi, le speranze per il
futuro; inventa nuovi racconti, scrive episodi inediti del vecchio diario, poesie,
preghiere e filastrocche, tra cui l’incredibile seguito di “Una chiacchierona incorreggibile”. Sono
la poesia e il grande amore per la vita -alla quale Anne continua a restare
aggrappata con tutte le sue forze- ad accompagnare il lettore in questo tenero
e crudo viaggio nei suoi pensieri. La rivediamo procurarsi, anche se
inconsapevolmente, un prezioso alleato ad Auschwitz e trovare un insospettabile
aiuto a Bergen-Belsen. Anne, che deve inventarsi un modo per tenere il conto
dei giorni che passano o che s’improvvisa piccola artigiana per poter
partecipare alle “notti dei baratti”. Il destino ha preparato per lei un’ultima
sorpresa: durante la prigionia riuscirà a incontrare perfino le sue amiche di
scuola, Hanneli e Nanette, cui confida le pene e le sue aspettative per l’avvenire.
Il romanzo si chiude con una lettera di Margot Frank alla sorella, proprio
mentre sta per lasciare la sua vita terrena e con l’ultimo saluto di Annelies a
Kitty. Nelle ultime righe infine, la protagonista manda un’accorata preghiera a
Dio prima di salire in Cielo e, ripensando al numero tatuato sul suo braccio,
finalmente capisce in che modo il “lavoro
rende liberi”.>
giovedì 23 aprile 2015
Il destino ha voluto che le
sorelle Frank riuscissero a resistere agli orrori di Auschwitz e a quelli di
Bergen-Belsen fin quasi alla fine della guerra. In base ai diversi racconti
delle sopravvissute che affermano di averle incontrate, ho provato a raccontare
quello che dev’essere stato lo sconvolgimento interiore dell’oramai sedicenne
Anne Frank a quel tempo ancora sconosciuta al mondo, che cerca a tutti i costi
di sfuggire alla morte solo con la forza dei propri pensieri. Ho desiderato
immaginarmela serena e positiva nelle insidie del campo di Westerbork, in preda
alla paura e ai dubbi e tuttavia risoluta, durante la terrificante prova nel
lager di Auschwitz. Ho ritenuto infine che, pur in preda alla disperazione,
fosse ancora forte e mai doma negli ultimi giorni di prigionia a Bergen-Belsen,
incrollabile nella sua fede insieme con Margot, di cui diventa sostegno e
conforto e dalla quale rimarrà separata solo per poche ore, prima di
riappacificarsi con Dio.
Se avesse potuto continuare a
scrivere, quali sentimenti avrebbe confidato al suo diario e quali parole
avrebbe usato per descrivere l'impossibile? Che cosa avrà provato realmente in
quei momenti di disagio e di disperazione? Sarebbe riuscita a mantenere quel
filo di ottimismo nei confronti della vita e a conservare quella sua voglia di
vivere e godere della natura?
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