LE PAGINE BIANCHE DI ANNE FRANK

venerdì 24 luglio 2015

strane coincidenze e una curiosa analogia

Oggi voglio raccontarvi delle strane analogie tra quanto è capitato a me e quello che accade alla protagonista de “La vita di Cady” (Racconti dell’Alloggio segreto, di Anne Frank). Nella storia Anne racconta che Cady è vittima di un incidente; le conseguenze non sono gravi ma nemmeno banali: doppia frattura alla gamba, contusioni varie e trauma al braccio destro. Dopo alcune settimane il padre le compra un diario, dove comincia ad annotare le sue riflessioni. “Cady non aveva mai saputo che ciò potesse procurarle un diversivo e un divertimento così intenso. Ora che era sola aveva molto tempo per riflettere su tante cose. Poi Cady dovette imparare nuovamente a camminare, con tanta pazienza, lentamente, passo dopo passo. Ogni giorno, con l’aiuto di un bastone, prendeva fiducia e riusciva ad arrivare più lontano. Scoprì che la caduta che le aveva comportato tanti guai, aveva però anche i suoi lati buoni.”
Alla stessa maniera di Cady anch’io ho avuto un infortunio, esattamente settant’anni dopo l’inaugurazione ufficiale del suo primo Diario. Il 20 giugno 2012, infatti, mentre mi recavo al lavoro, sono caduto dalla moto procurandomi una doppia frattura al piede, lesioni aggravate al ginocchio e al gomito destro. Anch’io ho provato le stesse sensazioni di paura e di scoraggiamento e, avendo tanto tempo a disposizione, ho cominciato a pensare, a rimuginare e alla fine a scrivere un diario, anzi, il seguito del suo diario! In ultimo, ho dovuto anch’io imparare di nuovo a camminare, proprio come Cady! Insomma, è stato proprio l’incidente che mi ha “comportato tanti guai” ad avermi stimolato, consentendomi di scrivere una cosa che altrimenti non avrebbe mai visto la luce! So solo che spesso mi ritrovavo a scrivere, scrivere e scrivere, senza sapere dove andavo a finire. Se è vero che il mio è un libro costruito (le varie lettere sono state da me assemblate in base alle date degli avvenimenti), è altrettanto vero che, presi singolarmente, i vari episodi sono stati scritti di getto, senza fermarmi un attimo, come il brano del Diario di Margot o la storia “La rosa delle Meraviglie”. Adesso vi racconto un altro paio di episodi che mi sono capitati…. Quando scrissi “Il Vaso di pandora” era una domenica mattina; il pomeriggio vidi un telefilm su RAI4 “Warehouse 13” e il titolo dell’episodio era: “Il Vaso di Pandora”. Lo stesso mi successe quando scrissi quel brano sull’universo che all’inizio recita: “Mi viene quasi da pensare che ci siano più corpi celesti in cielo che granelli di sabbia sulla terra”; mi pareva un’idea un po’ stupida, piuttosto improbabile, e non ero sicuro di lasciarla. La sera vidi un documentario su Focus presentato dall’attore Morgan Freeman, che esordì proprio così: "Ci sono più stelle in cielo che granelli di sabbia sulla terra…." Mi venne un colpo! Ve lo giuro!
E la storia della rosa intitolata ad Anne Frank? “La Rosa delle meraviglie” s’intitola, ed è la stessa rosa che è sulla copertina del libro. Ebbene, quando acquistai il libro di Eva Schloss, “Sopravvissuta ad Auschwitz”, il mio Diario era ampiamente terminato, ma trasalii quando lessi che in Giappone esiste davvero una rosa –intitolata ad Anne Frank- che cambia colore quando appassisce. Ovviamente potrebbero sembrare tutte fandonie, ma le coincidenze sono state davvero tante per essere solo frutto del caso. D’altra parte sono perfettamente consapevole che difficilmente qualcuno mi crederà. Un ultimo episodio prima di salutarvi.
Quando sono stato ad Amsterdam la seconda volta, ero da solo, e giravo tranquillamente a piedi “armato” solo della mia piccola macchina fotografica (poi capirete il perché di “armato!). Avevo una cartina con tutti i punti di interesse relativi ad Anne Frank da visitare, come l’Alloggio segreto, Merwedeplein, la scuola, la Westerkerk etc. Nel corso della giornata m’imbattei in un edificio scolastico, almeno apparentemente mi sembrava lo fosse, perché c’era scritto “Jewish high school” e volli immortalarlo. Poi ebbi dei problemi nel procurarmi il biglietto per il tram e per un po’ andai avanti e indietro cercando di farmi capire in inglese da alcuni indigeni della zona e armeggiando disperatamente con le macchinette che parlano solo il neerlandese. Siccome il mio inglese è molto scolastico, anche chiedere aiuto era difficile, e cominciai a preoccuparmi. A questo punto due imbecilli di poliziotti, piuttosto giovani e tronfi, mi fermarono e cominciarono a parlare prima in olandese e poi in un inglese più arraffazzonato del mio. Indicando la macchina fotografica, cominciarono ad interrogarmi guardandomi con sospetto e chiedendomi se ero ebreo, da dove venissi, dove alloggiassi, etc. Poi cominciai a capire: mi spiegarono che, quella che credevo fosse una scuola, quella che io avevo fotografato, in realtà era l’ambasciata israeliana!!!! Pensavano che fossi un terrorista!! Io mi difendevo cercando di far loro capire che ero un turista e che ero venuto ad Amsterdam per ripercorrere la storia di Anne Frank, di cui avevo scritto un libro, anzi, il seguito del suo diario!!! Immaginate la loro faccia????!!! Mi sono salvato solo perché tra le foto della mia povera macchinetta c’erano quelle dell’ “Heineken experience” e mi lasciarono andare! Ma sicuramente pensarono che fossi un pazzo!!! Vorrei vedere le loro facce adesso, che il libro l’ho davvero pubblicato!!! Ecco le consuete foto del mio plastico: la stanza dei Van Pels
Volevo avvisarvi che da oggi, sino alla fine di luglio, il mio libro è in offerta a soli 12€; questo per incentivare le vendite sul canale on line de "www.ilmiolibro.it" che garantisce consegne in 3 giorni esatti, così potete farvi una bella lettura sotto l'ombrellone facendo anche un po' di beneficenza in nome di Anne Frank. Che ne dite? La versione ebook non è ancora pronta. Un abbraccio a tutti. http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/categoria/124347/le-pagine-bianche-di-anne-frank/

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